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Quella volta che ho corso a Silverstone

Nissan 370Z Nismo

A volte il lavoro ti porta in viaggio e ti ritrovi a fare esperienze insolite che mai faresti nella vita di tutti i giorni. Lo scorso agosto sono stata invitata per quattro giorni sul circuito automobilistico di Silverstone, a nord di Londra, per le finali del Nissan GT Academy. E per correre in pista.

Sono stati quattro giorni intensi, gomito a gomito con i piloti e i loro mentor, per scoprire e sperimentare come funziona questa competizione. Per la cronaca il programma GT Academy è nato nel 2008 e ogni anno testa e ricerca nuovi piloti usufruendo della collaborazione di Nissan e del gioco per Play Station Gran Turismo.

Le qualificazioni dei piloti si svolgono infatti sul gioco Gran Turismo ed i migliori partecipano alla finale nazionale. Non basta essere bravi con Gran Turismo, bisogna anche essere sportivi e scattanti perché, per guidare un bolide, ci vuole un fisico bestiale.

I sei piloti finalisti di ogni Paese si ritrovano al termine della stagione per le ultime prove sul circuito di Silverstone. In palio un premio ambitissimo, la possibilità di diventare un pilota professionista.

Pensavo di essere un semplice osservatore, invece gli organizzatori avevano preparato un bel programmino anche per noi blogger e giornalisti. Per cominciare il giorno dopo il nostro arrivo sveglia alle 6.30, English breakfast e subito a Silverstone per conoscere i finalisti italiani e per iniziare le nostre prove in pista, sì sul leggendario circuito di Silverstone.

I più sportivi sono rimasti un po’ delusi perché la nostra prova iniziale è cominciata con una gimkana, percorso tra i birilli, con una Nissan 370Z con cambio manuale e guida all’inglese.

Simona Serafini su Nissan 370Z

Gimkana sulla 370Z

Non è andata tanto male, ho ripreso subito la mano anche con la guida “dall’altra parte” e non ho fatto cadere nessun birillo. Prova superata, come dimostra il sorriso.

Simona Serafini su 370Z

Durante la prova

Dopo la fatica siamo tornati alla base per rifocillarci ed incontrare e chiacchierare con piloti e istruttori e con lui, un mito, l’ex pilota di Formula 1 René Arnoux. È stato bello ascoltare i suoi ricordi degli anni d’oro della Formula 1 e della sua straordinaria amicizia con Gilles Villeneuve.

Simona Serafini e René Arnoux

René Arnoux

Ma le emozioni non sono finite qui perché ci siamo spostati sul circuito National di Silverstone per guidare la Nissan GTR, un gioiellino da 480 CV. Naturalmente ad accompagnarci nella prova c’era un pilota esperto, Florian Strauss, già vincitore di GT Academy. L’espressione del mio volto mostra lo stato d’animo con cui mi apprestavo ad affrontare la pista.

Terrore in pista

Terrore in pista

Pensavo di fare la solita passeggiatina sul circuito, con qualche mini accelerata, giusto per sentire il rombo del motore. E invece no. Posso affermare con certezza che sono stati tre giri  di pista che mai dimenticherò. Florian urlava “power! power!” e mi spingeva il piede sull’acceleratore mentre percorrevamo il rettilineo. Io sgranavo gli occhi e dicevo “oh my God, you are crazy, I’m going to crash!” non a caso la curva si avvicinava ed io mi vedevo già volare verso la tribuna, mentre lui diceve “now brake!”  io pensavo, ecco sui manifesti funebri scriveranno che sono morta sul circuito di Silverstone, figo però! E invece mentre frenavo e seguivo la curva, l’auto, che non a caso è una vettura sportiva, si è ancorata a terra e ha continuato a correre senza problemi. E così andato il primo giro, poi il secondo e infine il terzo.  Che sudata!

Simona Serafini su NissanGTR

Sto guidando sulla pista di Silverstone!

E mi sono talmente emozionata che ho accettato di fare un altro giro (in realtà erano tre) anche con Florian Strauss alla guida. Mai decisione fu più funesta! L’accelerazione è stata immediata e guardare il contachilometri non mi è stato d’aiuto. Non mi capacitavo di come mai la macchina fosse così veloce nonostante il contachilometri segnasse una velocità alta sì, ma non tale da non riuscire a restare ferma, salvo ricordarmi poi che si trattava di miglia e non chilometri. Dopo aver sfiorato la tribuna d’onore ed essermi immaginata spiaccicata contro la gradinata, ho deciso di fare il resto del primo giro con gli occhi chiusi, cercando di focalizzare il pensiero sulle persone care e i momenti più felici della mia vita. Il tutto in una manciata di secondi. Poi però ho riaperto gli occhi e ho deciso di godermela. Che adrenalina, ragazzi! Guardate che colorito e che sorriso paralizzato! Quando sono scesa dalla macchina non avevo più le gambe.

Simona Serafini con Forian Strauss

Alla guida c’è Florian Strauss

Il terzo giorno è stato denso di appuntamenti. Abbiamo sperimentato l’allenamento che devono affrontare i piloti, abbiamo provato la nostra abilità di guida al simulatore e abbiamo incontrato e intervistato Kazunori Yamauchi, il creatore del gioco Gran Turismo.

Intervista a Kazunori-Yamauchi

Intervista a Kazunori-Yamauchi

In realtà l’avevamo incontrato già la sera prima per la cena del suo compleanno.

René Arnoux, Luca Filippi, Kazunori Yamauchi Johnny Hebert a Silverstone

René Arnoux, Luca Filippi, Kazunori Yamauchi Johnny Hebert a Silverstone

Siamo tornati in pista, stavolta sul circuito International di Silverstone, con un altro bolide, che abbiamo provato in esclusiva! Nientemeno che la Nissan GT R NISMO che ho guidato con un po’ meno paura, nonostante la sua potenza, ormai sono un “ottimo guidatore”! Non poteva mancare un altro giro con il mio pilota di fiducia e stavolta non ho fatto una piega. Occhi aperti e nervi saldi, a tutta velocità e su terreno bagnato. Guardate che sorriso!

GT R Nismo

GT R Nismo

Tolto il casco siamo andati a vedere la finale di GT Academy per sostenere il finalista italiano Riccardo Massa.

Riccardo Massa

Riccardo Massa

Probabilmente l’emozione gli ha giocato un brutto scherzo e a fine gara abbiamo dovuto applaudire il finalista francese Gaetan Paletou che si è aggiudicato la vittoria di GT Academy 2014.

Premiazione GT Academy 2014

Premiazione GT Academy 2014

Poi si è fatta l’ora di ripartire, tutti sullo shuttle, stanchi morti ma soddisfatti ci siamo messi in viaggio verso Londra.

Ciao Silverstone, sulla tua pista ho corso anche io.

Ci vediamo a cena

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