Life
Lascia un commento

Italiano lingua morta…ammazzata!

Italiano...addio

Qualche tempo fa mi stavo lamentando con una amica del fatto che sul lavoro, e non solo, in molti non fossero in grado di formulare correttamente delle semplicissime frasi in inglese e che utilizzassero Google Translate per tradurre sia dall’italiano che dall’inglese. Vi lascio immaginare i risultati.

Su questo argomento sono intransigente, non è possibile che un trentenne (ma anche un quarantenne ed un cinquantenne, ad essere sinceri) non sia in grado di condurre una semplice conversazione in inglese o di scrivere una qualsiasi corrispondenza. Ma tant’è. Ho visto frasi che voi umani non conoscerete mai, missive indirizzate ad inglesi e americani, dei quali immaginavo le espressioni man mano che si portavano avanti con la lettura. Li vedevo prima stupiti e poi in preda ad un riso isterico.

Ma mi ero messa talmente d’impegno a individuare e catalogare gli strafalcioni in inglese, che non mi stavo rendendo conto che c’era e c’è di peggio, di molto peggio. Altro che inglese, altro che seconda lingua, gli italiani non sanno parlare l’italiano. Non è una questione di titolo di studio, non c’è laurea che tenga, la piaga colpisce tutti.

Mi è capitato di dover rispondere ad una email nella quale mi si chiedeva di valutare l’eventuale inadequatezza di un progetto. Da un’altra email ho scoperto che una persona aveva ricevuto una in’aspettata promozione, mentre un’altra comunicazione mi segnalava che un certo lavoro era stato fatto ad ok. Attribuisco ad un errore di distrazione scrivere eccezzionale o propio , ma mi pare difficile giustificare i d’intorni di una determinata località.

Ci ho messo un po’ a capire che quella strana parola nella frase “l’operazione si svolgerà sotto legita del…” era una interpretazione di l’egida. Ma si sa qui siamo tutte persone smile (voleva forse dire smart?!) e nessuno si può arroccare il diritto di cambiare alcune cose.

E non si salvano neppure gli intellettuali. Stavo leggendo l’ultimo romanzo di Lili Gruber, storia appassionante sugli anni del Nazismo nel Sud Tirolo, quando ho scoperto che la protagonista stava facendo le valige! Vabbè, ho pensato, i correttori di bozze non ci avranno fatto caso, ma poi dopo qualche pagina, ecco di nuovo qualcuno che ripreparava le valige altre due volte! Ahi ahi ahi signora Gruber!

Non c’è da scherzare, la cosa è seria. Studi recenti hanno rilevato che nel mondo l’italiano è la quarta lingua più studiata dagli stranieri non solo perché è considerata una lingua dotta, ma anche per il suo suono dolce. E invece noi non la conosciamo o la stiamo dimenticando e la bistrattiamo e la infarciamo di parole prese in prestito da altre lingue, come se noi non avessimo le corrispondenti.

Per capirne un po’ di più sono andata a disturbare il grande linguista italiano Tullio De Mauro (non l’ho incontrato, ahimè, ma sono andata a leggere le sue ricerche). De Mauro, che studia la lingua italiana e la sua storia dagli anni ’60, rammenta che in Italia oltre alla lingua ufficiale c’è una gran quantità di dialetti e che in questi ultimi anni si sono raggiunti grandi risultati. A quanto pare attualmente il 90% della popolazione parla correntemente l’italiano, mentre il 45% parla contemporaneamente all’italiano anche il proprio dialetto. Risultati straordinari se pensiamo che fino a pochi anni fa la gran parte della popolazione italiana parlava solo il proprio dialetto.

Ma non è tutto oro quello che luccica. Dalla ricerca condotta da Tullio De Mauro è emerso che molti italiani non riescono a comprendere correttamente un testo scritto o addirittura risolvere un problema matematico. Qual è la soluzione? Certamente la scuola, quella fatta da insegnanti preparati e attenti e da programmi attuali e stimolanti per gli studenti. Si fa appello anche alle famiglie, ma, aggiunge De Mauro, sarebbe meglio rieducare anche gli adulti, perché si è scoperto che in molte case non esistono libri e molti studi rilevano che c’è una relazione diretta tra il rendimento degli studenti e il numero di libri posseduti dai loro genitori.

Ne abbiamo di strada da fare, ce ne sono di libri da leggere, ma l’intento è nobile. Salviamo la lingua italiana, non facciamo che diventi una lingua morta…ammazzata!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...