Life
Lascia un commento

Mum-to-be: come dirlo al nipotino

Scarpette d'oro per Viola

Sapere di aspettare un bambino, anzi una bambina, è stata una gioia difficile da descrivere. Una gioia talmente grande da volerla condividere con tutte le persone che ci vogliono bene, o quasi tutte.

La cosa più difficile per me è stato dirlo a Niccolò, il mio nipotino. Niccolò ha 6 anni (quasi 7) e fino ad ora è stato l’unico bambino della nostra famiglia. Abbiamo un rapporto fantastico e adesso che sta diventando grande, passiamo il tempo a raccontarci quello che ci succede. Condividiamo la passione per la musica e ultimamente passiamo molto tempo ad  ascoltare cd e a guardare video musicali su Youtube. Ha cominciato ad ascoltare…i Queen, sì proprio loro. Gli piacciono i live e non si capacita di quanto pubblico intervenisse ai loro concerti. Gli piace anche Ghemon e la musica reggae. Ha voluto ascoltare anche i Beatles, deducendo che Ringo Starr come batterista è una “pippetta” e che non gli serve una batteria così grande, tanto non la usa tutta. Non a caso Niccolò quest’anno ha deciso di prendere lezioni di batteria e in vari momenti della giornata (lo vedo principalmente nei weekend) ci delizia con le sue esercitazioni.

In fondo questa passione l’ha presa dallo zio, mio marito, che appunto suona la batteria. Ma non si pensi che sia stato in qualche modo forzato, anzi, tutti pensavamo che fosse troppo piccolo per impegnarsi così tanto. Lui è stato irremovibile e sembra stia diventando molto bravo, dice il suo maestro. Per ribadire il concetto che suonare la batteria è una sua scelta, l’altra sera durante un concerto ha guardato lo zio e ha dichiarato “lo sai perché ho deciso di suonare la batteria? Primo, perché mi piace, secondo, perché la suoni tu. Ma più di tutto perché mi piace”.

A parte questo con Niccolò parliamo e facciamo di tutto. Dalle capanne con coperte di pile e relative sudate, alla battaglia con i soldatini. C’è stata la fase Power Rangers, ci abbiamo giocato così tanto che il giorno del mio matrimonio, 3 anni fa, mi disse “zia, quando finisci di fare la sposina? dobbiamo giocare ai Power Rangers!” Adesso siamo passati agli Avengers.

Insieme giochiamo a carte, inventiamo discutibili teorie della relatività, cantiamo, costruiamo con i mattoncini Lego, ripassiamo questo “difficilissimo” inglese, discutiamo ogni volta che si incolla ipnotizzato davanti ai cartoni o quando, giustamente vista l’età, non frena la sua voglia di fare 100 cose diverse, ma è difficile stargli dietro, o quando vorrebbe mangiare buste intere di caramelle e comprare tutti i giocattoli del mondo. Tutte cose che i bambini fanno!

E ci confidiamo anche i nostri segreti. Non a caso qualche settimana fa mi ha chiuso in camera e mi ha raccontato di tutti i dispetti che un altro bambino gli fa al centro estivo. Dal buttargli al cappello a dirgli che è un debole e che non sa fare niente e lui è migliore in tutto. Pare che un racconto così dettagliato non l’avesse fatto a nessun altro. Ho visto quanta insicurezza l’atteggiamento aggressivo di questo bambino gli abbia trasmesso e di quanto gli abbia fatto bene raccontarlo a qualcuno per  cercare una soluzione.

Dopo questo breve racconto, è facile capire quanto io e Niccolò siamo legati, talmente tanto che ho aspettato molto tempo prima di dirgli che sarebbe arrivata una cuginetta. Alla fine è accaduto. Lui ha fatto il finto tonto, aveva già origliato i discorsi di mia madre e mia sorella, ma ha cominciato con le sue domande: “zia, ma adesso quanto è piccola? ma fra quanti mesi nasce? ed io quanti anni ho quando nasce? ma adesso ci sente?” e poi “sono contenta che è femmina, sennò ero geloso” e poi ancora “ma tu me li fai ancora i regali?” per concludere a fine serata, quando sembrava che la notizia fosse stata digerita, con la terribile domanda “zia, ma poi tu mi vuoi bene ancora?” con conseguente lacrimuccia che scorreva sulla mia guancia e abbraccio fortissimo, suggellato dal mio giuramento “ma certo Niccolò, tu sei l’amore della zia!”. Il tutto seguito da racconti sui primi mesi della cuginetta, povera Viola, descritta come una futura produttrice di cacca e pipì, in grado solo di mangiare e dormire. Un piccolo dolcissimo disturbo.

E così il tutto ha preso una piega diversa. Niccolò ha raccontato a mia madre che “la zia fa una sorellina solo per me!” e all’obiezione di mia madre “ma no, Niccolò è la cuginetta” lui ha risposto “nonna, sorellina o cuginetta è uguale, è della zia!” Lo ha annunciato anche agli amichetti a scuola e adesso vuole sapere costantemente “ma quanto è grande? e i piedi come sono?”

Uno dei momenti più belli è stato il giorno dopo l’annuncio, eravamo in un negozio per bambini e lui è arrivato con un paio di scarpette dorate e lacci con le stelline numero 17 e mi ha detto “zia, le posso regalare a Viola?”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...