Life
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Profumi di cibo e ricordi

Quadrucci tagliati a mano

Qualche giorno fa ero in balcone, si avvicinava l’ora di pranzo e lentamente è arrivato al mio naso un profumo speziato. Un profumo che non sentivo da tanto tempo. Niente di particolare, era solo salsa  di pomodoro, ma questa era proprio una salsa di pomodoro speciale, di quelle che ho provato tante volte a riprodurre, ma probabilmente sbaglierò qualcosa.

Quel profumo è la salsa di pomodoro di mia nonna, che tante volte ho gustato. E allora mi è tornata alla mente lei, nonna Nicoletta. Indaffarata sin dal primo mattino, con precisione certosina si occupava della preparazione del pranzo della  domenica. Ogni pentola era destinata ad una pietanza diversa e mentre il sugo si avviava, impastava sulla tavola di legno la pasta all’uovo. Con maestria tirava la sfoglia dalla quale uscivano fuori fettuccine, maltagliati o i suoi classici ravioloni ripieni di ricotta. E poi la carne al sugo, tenera e succosa.

E poi me la ricordo nella preparazione del pranzo del sabato. Ancora oggi, quando vado dai miei, il sabato è dedicato al brodo e al bollito. Mia nonna in men che non si dica preparava i quadrucci all’uovo. Vederla tagliare la sfoglia e ricavarne dei quadratini perfetti era una gioia per i nostri occhi di bambini e di adulti. E che bontà!

Per non parlare di quando l’estate mi fermavo da lei e spesso mi svegliavo con il profumo di pizza col tonno che lei aveva appena preparato per la colazione.

Profumi che richiamano ricordi di momenti familiari di serenità e relax. Le riviste con le maglie da fare ai ferri, la passione di mia nonna per Grace di Monaco, la sua, per noi sovrumana, capacità di infilare i ciocchi di legno nella stufa senza bruciarsi, il potere (solo suo) di farci fare merenda anche se a pranzo avevamo mangiato l’impossibile solo perché “vi ho comprato il prosciutto buono e il pane a treccia”.

E poi si metteva a lavorare ai ferri e all’uncinetto cantando “vola colomba bianca vola” perché lei da giovane voleva fare la cantante e quando in tv appariva Nilla Pizzi la guardava con sufficienza dicendo “è più vecchia di me!”. L’amica Armelia che abitava lì di fronte che allevava galline e ci portava le uova fresche per il mattino e Norina con cui disisquisivano di lavori a maglia.

Andavamo allo spaccio in fondo alla strada dove vendevano ancora le merci a peso che poi venivano confezionate con la carta marroncina. Ero affascinata dalle numerose bilance. Andavamo da Giannina a comprare la carne. Giannina e suo marito erano così delicati nel tagliare la carne, che sarei rimasta ore a guardarli. Da Amalia compravamo il prosciutto, il pane ed i cioccolatini Ferrero dalle carte colorate di cui ero golosa.

E poi le passeggiate verso la stazione, a me quel tratto di strada sembrava lunghissimo, ma saranno poche centinaia di metri. Passeggiate meravigliose che portavano dritte al negozio di giocattoli dove sognare o farsi comprare qualcosa e alla profumeria dove ho ricevuto in regalo il mio primo paio di orecchini con la pietra verde e con la clip.

È stato solo un profumo che in un solo istante mi ha fatto rivivere tutti insieme dei momenti del passato e mi ha catapultato nello stesso stato di serenità di allora. È stato come se mia nonna avesse voluto regalarmi la stessa spensieratezza di allora ed è stato bellissimo.

Photo credits: http://www.memoriediangelina.com

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