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Giappone: il ricordo di Hiroshima

Il viaggio in Giappone è stato una scoperta continua. Ho provato tanti sentimenti differenti mentre visitavo le imponenti città giapponesi: stupore, meraviglia, ammirazione, senso di estraniazione. Quando siamo arrivati a Hiroshima a tutti questi sentimenti si è aggiunta la sensazione di incredulità e la disperazione.

Hiroshima non è certo tra le città più belle del Giappone. È una città moderna, curata. Ha una rete di trasporti all’avanguardia dove i moderni tram la fanno da padroni. Una città dove è un piacere fare shopping nelle sue arcade. Ne abbiamo approfittato per acquistare da Tora-no-Ana delle action figure (tra cui Gundam e Power Rangers) da regalare al nipotino e non solo.

Ma certamente non è per questo che Hiroshima attira ogni anno tanti turisti. Si va ad Hiroshima per visitare il Memorial Park dove si trova il Memoriale della Pace di Hiroshima. All’interno documenti, ricordi, oggetti, preghiere scritte su nastri colorati, filmati che mostrano Hiroshima prima e dopo la bomba atomica.

In questo parco dove regna il silenzio spunta una costruzione che è diventata non solo il simbolo di questa città, ma anche dell’orrore della guerra. Si tratta dell’edificio della Camera di promozione industriale di Hiroshima, costruito nel 1915. L’edificio ora ha preso il nome di A-bomb Dome.

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Il 6 agosto 1945 Little Boy, la prima bomba atomica, fu fatta esplodere proprio a poche centinaia di metri dalla A-bomb Dome. Restaurato recentemente, l’edificio è stato lasciato esattamente come dopo l’esplosione, con la sua cupola sventrata.

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A guardarla mette i brividi. Ed è stato impossibile trattenere le lacrime alla vista della interminabile lista delle vittime della bomba atomica. L’esplosione provocò più di 60.000 morti, che arrivarono in pochi anni a 100.000 a causa delle radiazioni. A distanza di anni, sono ancora tante le vittime dell’esplosione di Little Boy.

L’edificio dalla cupola sventrata è lì fermo, pronto per essere guardato. Pronto a ricordare che la guerra è solo distruzione e morte. Tuttavia sembra ormai che ai più non faccia effetto. La morte e la distruzione sono diventate amiche dell’uomo.

 

 

 

 

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2 Comments

  1. Mi piace che abbiano lasciato questa costruzione così come la bomba l’ha ridotta. E’ triste, sconfortante e tetro, ma è un simbolo tangibile della tragedia ed aiuta a ricordare. Ormai è facile buttare giù ciò che è rovinato per poi costruirci sopra qualcosa di nuovo, ma così facendo le generazioni future non capiranno mai cosa è davvero accaduto. Che poi siamo abituati alla crudeltà e la violenza è un altro conto, ma io non riesco mai a non rivolgere almeno un pensiero triste ogni volta che mi ritrovo davanti a luoghi simili. E voglio ancora sperare che ci siano altre persone come me.
    Mchan

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