Life
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Crederci (o dell’elogio dell’autostima)

Non è mai stato un mistero. Sono una grande motivatrice. Riesco ad essere empatica, se hai un problema da risolvere, io mi metterò nei tuoi panni, mi scervellerò giorno e notte, mi preoccuperò per te, sarò la spalla su cui piangere, la persona da chiamare a qualsiasi ora e alla fine costruiró la tua autostima.

Ti senti un/una idiota? Non ce la fai ad uscire da una situazione che non fa più per te? Chiamami, io ti metterò faccia a faccia con la realtà e la scelta di mollare tutto ti sembrerà davvero la cosa più facile del mondo. 

Ti senti un cesso che quelli della Stazione Termini in confronto sembrano le stanze da bagno della reggia di Versailles? Niente paura, sei solo una povera pazza ed io ti farò capire che le tue sono tutte paranoie da ciclo o hai appena letto che Elisabetta Canalis una settimana dopo il parto aveva già perso 10kg? (‘sta pazza!) Avanti, vai dal parrucchiere e vedrai come lo specchio ti restituirà la vera te.

Non sai cosa fare della tua vita? Rifletteremo insieme e tu finalmente capirai qual è la tua strada, quella che segue le tue inclinazioni. Riaprirai i tuoi cassetti e proverai i sogni che ci hai riposto dentro. 

Ci riuscirai perché vali. Ci riuscirai perché credo in te, sì, ci credo. 

Credo in te, dicevamo, ma il problema è che io non credo in me. O almeno non più di tanto. 

Non sono mai troppo bella, troppo magra, troppo brillante, troppo alta, troppo elegante.

Se sono stata brava, non lo sono mai abbastanza. Sicuramente potevo fare di più, la prossima volta dovrò fare molto meglio. Anche se a volte il meglio non c’è, non è realizzabile.

Se mi chiedono “parli inglese?” io rispondo “sì, non benissimo” anche se sono praticamente bilingue.

Anche quando sono tirata a lucido e mi dicono  “sei bellissima”, rispondo “non è vero, non vedi che ho ancora un po’ di pancia, ho la cellulite, ho un brufolo sul naso,  guarda quella lì, lei sì che è figa!”

Ne parlavamo proprio ieri con mia sorella. È una cosa che ci accomuna, sarà un fattore genetico, una nuova malattia denominata MDA disease = Mancanza Di Autostima. 

È uno strano disturbo che ci fa essere estremamente indulgenti nei confronti degli altri e severe senza appello verso noi stesse. Insomma noi non ci crediamo.

La soluzione è a portata di mano. Meno pippe mentali e più consapevolezza perché, signore e signori, come recita la nota pubblicità “io valgo!”.

Non mi resta che prendere lezione, l’autostima se non ce l’hai la devi imparare dagli altri, ascoltandoli, osservandoli. 

L’altra sera ero in palestra. In quei 5 minuti di intervallo tra l’allenamento in sala e l’inizio della lezione di pilates, ci sediamo sugli scalini  aspettando che finisca la lezione precedente e capita di fare due chiacchiere. Quasi sempre ci sono i nuovi iscritti e proprio l’altra sera c’era una new entry che appena mi sono seduta ha attaccato bottone.

Mi ha chiesto da quanto tempo praticavo il pilates, da quanto frequentavo la palestra e poi ha parlato un po’ di sè. Ferma da un po’ di tempo, aveva deciso che era il momento di tornare ad allenarsi, cominciando in maniera soft. 

Si sentiva tranquilla comunque, anche se erano 3 anni che non faceva più sport “sai mi sento proprio in forma, nonostante sia stata ferma a lungo. Sai ho fatto danza classica e moderna per 20 anni e ho mantenuto un fisico perfetto anche dopo due gravidanze”.

Io la guardavo con ammirazione “sai, io non ho mai fatto danza classica, solo danza moderna. Mi alleno da anni, ma sono stata ferma un anno per la gravidanza ed ora mi sento una mozzarella molliccia”. Intanto la guardavo sempre più rapita, maledicendomi per aver preferito lo sci alla danza classica e invidiando il suo fisico resistente agli anni e ai pargoli. 

Poi è arrivato il momento di cominciare la lezione, ci siamo alzate e…l’ho vista. La ballerina era alta poco più di 1.55 m, il giro vita non era certamente quello di Carla Fracci e le cosce e il sedere piuttosto abbondanti. Però una cosa era vera, l’elasticità c’era, eccome. 

Certo non è  la ballerina che mi aspettavo, ma una cosa è certa, lei si apprezza,si piace, si ama, ci crede.

Questa è autostima!

Photo Credits: carnegiecouncil.org

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