Life
Comments 5

Del Monte Bianco e delle vertigini

Durante la nostra vacanza in Valle d’Aosta, siamo andati a fare visita alla vera star della regione. E che star! Sto parlando del Monte Bianco, che, grazie ad un cielo risplendente di blu, abbiamo potuto ammirare in tutta la sua maestosità.

Ma di sicuro non potevamo accontentarci di ammirarlo dal basso o semplicemente passeggiando per Courmayeur. Bisognava salire.

Sky Way Monte Bianco

Niente di più facile e veloce. Dal 2015 il Monte Bianco può essere goduto in tutta la sua bellezza usufruendo, per la salita, dello Sky Way. Una funivia che non ha niente a che fare con le vecchie cabine dondolanti che tanti di noi sciatori hanno preso per assaporare le piste più belle delle nostre montagne.

Eh, sì, ne ho prese tante di seggiovie, funivie e ski lift per assecondare la mia passione. Tuttavia ho una paura esagerata per l’altezza, non posso affacciarmi da un balcone che superi il terzo piano, sopratutto se di quelli fatti in ferro e vetro. Non posso passeggiare su ponti dondolanti né su pavimenti di vetro trasparente.

Naturalmente poi il detto “Dio li fa e poi li accoppia” non poteva che essere più azzeccato. Mio marito soffre di vertigini all’ennesima potenza. Se mi sporgo più avanti, mi blocca immediatamente. Ha così tanta paura che a volte passo per quella temeraria. E forse va bene così. La mia paura si sta attenuando.

Sky Way Monte Bianco

Sky Way Monte Bianco

E così dopo essere stati per qualche minuto con gli occhi all’insù, pensando “mamma mia quanto sei alto!”, ci siamo muniti di biglietto ad abbiamo preso posto all’interno della cabina dello Sky Way Monte Bianco, una semisfera in vetro trasparente, che durante il tragitto ruota a 360° per mostrare  il paesaggio circostante.

Sky Way Monte Bianco

Sky Way Monte Bianco

Sky Way Monte Bianco

Sky Way Monte Bianco

La presenza delle altre persone mi ha distratto molto e mi ha fatto venire voglia di fare fotografie. Tuttavia passando sotto i piloni, l’effetto di ondeggiamento ha creato un senso di instabilità un po’ a tutti.

Pavillion du Mont Fréty

Dopo 4/5 minuti siamo arrivati a 2.200 metri al Pavillon du Mont Fréty. L’aria era già più frizzantina, ma il sole regolava ad arte la temperatura. In questa stazione c’è un bellissimo percorso di giochi per bambini.

Monte Bianco, Pavillion du Mont Fréty

Monte Bianco, Pavillion du Mont Fréty

Abbiamo fatto una bella passeggiata nel giardino botanico alpino Sausurrea, fondato da Giovanni Battista GilbertiLaurent Ferretti. È una meraviglia ammirare tante specie alpine.

Punta Helbronner, 3.466 metri

Dopo pranzo è arrivato il momento più emozionante: la salita a Punta Helbronner a 3.466 metri. Bastava solo un pizzico di coraggio in più, invece niente, marito e figlia mi hanno mollato “vai in missione per conto nostro, sali e fai fotografie!” . Io tra il perplesso e lo spaventato alternavo ma chi te lo fa fare a ma quando ti ricapita come se fossero ambarabaciccicocò. Salgo non salgo salgo non salgo…salgo! La decisione era presa, sarei andata su da sola.

Verso Punta Helbronner

Verso Punta Helbronner

Armata di macchina fotografica e smartphone ho preso posto nella cabina e, dopo la partenza, ho cominciato a girare video e scattare foto. Parola d’ordine: non guardare giù! C’era chi aveva molta più paura di me. Una ragazza giapponese, con il cappello sugli occhi ed il ventolin, viaggiava tremante ed io mi chiedevo perché fare una cosa se porta tanta sofferenza?

Verso Punta Helbronner

Verso Punta Helbronner

In certi punti si viaggia davvero in verticale e le rocce sembrano molto vicine, ma alla fine dopo pochi minuti sono arrivata a Punta Helbronner, a 3.466 metri. Mi ci è voluto un po’ di zucchero per rimettermi in sesto, l’altezza si fa sentire con un lieve giramento di testa. Ma è solo un attimo, felpa e piumino e via ad ammirare le cime ed il ghiacciaio.

Punta Helbronner

Punta Helbronner

Da una parte si intravedevano gruppi di escursionisti in cammino sul ghiacciaio,

Escursionisti sul ghiacciaio del Monte Bianco

Escursionisti sul ghiacciaio del Monte Bianco

poco sotto di noi il rifugio Gonella e poi in lontananza il Cervino ed il Monte Rosa.

Rifugio Gonella

Rifugio Gonella

Forte della mia missione, sono persino salita sugli scalini trasparenti per avere l’emozione di essere sospesa sulle rocce. Ma sarò capace di farlo ancora?

Monte Bianco, Punta Helbronner

Monte Bianco, Punta Helbronner

Altri si avventuravano nella funivia che porta a Chamonix, ma per me non c’era abbastanza tempo.

Funivia verso Chamonix

Funivia verso Chamonix

Funivia verso Chamonix

Funivia verso Chamonix

Intanto mandavo foto in tempo reale a mio marito che era rimasto in basso. Poi mi sono seduta sul terrazzo, con gli occhi alla cima del Monte Bianco, senza dire e fare nulla. Avevo solo voglia di contemplarlo ancora un po’ prima di scendere.

Monte Bianco

Monte Bianco

Monte Bianco, Punta Helbronner

Monte Bianco, Punta Helbronner

Monte Bianco, Punta Helbronner

Monte Bianco, Punta Helbronner

Non ho mai temuto la discesa, mi porta più facilmente con i piedi per terra. Ho detto arrivederci al Monte Bianco e sono scesa a recuperare la famiglia, piena di emozioni e di cose da raccontare.

Ho ancora paura dell’altezza, ma dopo questa esperienza sento che posso controllarla.

Monte Bianco, Punta Helbronner

Monte Bianco, Punta Helbronner

 

Annunci

5 Comments

  1. Pingback: La nostra Valle d’Aosta, seconda parte |

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...