Style
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Quando pensi di essere una strafiga e invece…

Non c’è niente da fare. Ci sono cose che fanno parte della nostra eredità genetica. Non parlo del colore degli occhi, della forma del naso o dell’altezza, penso infatti che per questi caratteri, oltre al DNA, conti anche la cosiddetta botta di…fortuna.

Parlo di altro, di stile, di eleganza, di capacità di farsi notare in mezzo ad una folla per il proprio portamento, di essere sempre perfetta. Insomma parlo dell’essere una strafiga.

Attenzione per strafiga non intendo le bellone alla Belen Rodriguez, ma di quelle donne che hanno quel fascino e quel gusto che le rendono un modello.

Che dire? Ci ho provato, ci provo da quando ero bambina, ma ogni volta che penso di aver raggiunto il risultato, ecco che l’epic fail è dietro l’angolo.

D’altronde questo status è spiegato perfettamente dalla frase che da anni mia madre ripete ogni qualvolta mi presento con un nuovo vestito o una pettinatura diversa “uhm, stai bene, sì sì stai bene, però…”

Il primo fallimento, almeno per quello che posso ricordare, è capitato quando avevo quattro anni. Sin da piccola ho avuto una certa passione per gli abiti, non avrei mai indossato cose alla rinfusa. Una mattina mia madre mi aveva infilato in un bellissimo paio di pantaloni blu che mi piacevano molto. Eravamo uscite per andare a fare la spesa, ma mentre camminavamo, mano nella mano, i miei pantaloni caddero giù, lasciandomi in mutande. L’elastico aveva miserabilmente ceduto ed io avevo scoperto la sensazione di essere in imbarazzo.

Poi alle elementari, non ricordo se fosse la terza o la quarta elementare, ma era il periodo di Carnevale. Dopo anni di abiti da principessa e dama dell’800 volevo vestire i panni di un personaggio avventuroso, una donna moderna ed emancipata, insomma volevo essere una bambina ribelle. Perché non pensare ad una super eroina? Optai per una certa Vampirella. Peccato che quando gli adulti mi chiedevano da chi ti travesti a Carnevale? e io rispondevo con la mia candida vocina “da Vampirella”, loro mi guardavano increduli pensando a questa Vampirella

In realtà il mio costume era una versione super casta di Bat Girl a cui il distributore italiano aveva dato questo nome con una certa leggerezza.

Ma a rendere la cosa ancora più imbarazzante era mia sorella, allora treenne, che non avendo ancora una completa padronanza delle lingua, annunciava ai quattro venti “mia sorella si è vestita da bidella!” L’anno dopo mi mascherai da Pierrot!

Ma andiamo avanti negli anni.

Facevo le medie, c’era stata una forte nevicata e la scuola era chiusa. Stavo raggiungendo i miei amici che mi aspettavano per giocare a palle di neve. Avanzavo verso di loro sicura e fiera del mio piumino rosa e dei miei nuovi doposcì. Li salutavo con la mano, quando all’improvviso BOOM sprofondai, per fortuna con una sola gamba, in una buca che si era formata sotto ai miei piedi, in corrispondenza di una feritoia per lo scolo delle acque, che non aveva la grata.

Rischiai di rompermi una gamba, o peggio di cadere con tutte e due le gambe nella buca. Ma invece di pensare a quanto ero stata fortunata, pensavo “che grezza!” (si dice ancora?)

Negli anni ’90 andavano di moda dei pantaloni molto larghi che sembravano gonne lunghissime. Ne avevo un paio con una fantasia molto autunnale che indossavo fieramente con abbinata una giacca verde. Un sabato sera incedevo verso la piazza per incontrare i miei amici, ma al momento di mettere in piedi sull’ultimo scalino, il pantalone finì sotto la scarpa ed io caddi rovinosamente per terra, sbucciandomi un ginocchio.

Ce ne sono stati tanti di epic fail, potrei scriverci un libro. L’ultimo è piuttosto recente. Ero al lavoro con il mio bel vestitino blu con le stelline e prima della riunione di direzione ero passata dal bagno. Per raggiungere la sala riunioni dovevo attraversare due corridoi, ma solo dopo aver varcato la porta mi resi conto che avevo il sedere in bella vista perché il vestito si era infilato nelle calze. Qualcosa di cui sparlare!

Non c’è niente da fare, strafighe si nasce, non si diventa!

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16 Comments

  1. Mi rivedo molto in quello che hai scritto. Vorrei tanto apparire come una femme fatale ma proprio non fa parte del mio DNA e quando mi agghindo un po’ di più mi sento completamente a disagio…

  2. occhineri says

    il mio epic fail più frequente è anche il più comune.. ovvero camminare col tacco 15 e prendere una bella storta alla caviglia o peggio ina caduta memorabile..

  3. occhineri says

    hahaha anche io una volta stavo scivolando con gli stivaletti anche se erano senza tacco.. vabbè l’ importante è riderci sopra.. meglio essere autoironiche che strafighe.. 🙂 🙂

  4. L’unica cosa per salvarsi da epic fail del genere, credo sia sapersi adattare e accettarsi come si è: se hai queste caratteristiche sai anche come uscirne da certe situazioni. Ti capisco perché sono come te! 😝

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