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Ma che uomini vogliono le donne?

Post pesante del venerdì mattina. Di quando la notte ti sei alzata tre volte perché tua figlia ora dorme in camera da sola, ma tu senti anche quando sposta il lenzuolo di un millimetro, e perché hai altre cose da sistemare nei meandri del tuo cervello e, chi lo sa perché, la notte diventano talmente grandi da farti perdere il sonno. Così stamattina, con le occhiaie da panda che neanche il cerone di Trump riuscirebbero a coprire, ho addentato il muffin nutelloso che avevo comprato ieri sera e mentre sorseggiavo la mia tazza di latte vaccino, non di soia, o di mandorla o di riso (eh lo so, con questa dichiarazione ho perso la metà della mia figaggine, se mai l’ho avuta) ho ripensato ad alcuni discorsi carpiti o forse origliati, ieri mentre ero dall’estetista. L’estetista è uno di quei luoghi frequentato prevalentemente (?) da donne, nel quale si fanno o, nel mio caso, si ascoltano, discorsi da donne. Ciccia, peli, cellulite e la ricerca del miracolo sono solo l’inizio per vere e proprie sedute …

Che cos’è un nome?

Oh Romeo Romeo, perché sei tu Romeo? Rinnega tui padre, rifiuta il tuo nome, o se non vuoi, giura che mi ami e non sarò più una Capuleti. Solo il tuo nome è mio nemico: tu sei tu. Che vuol dire “Montecchi”? Non è una mano, né un piede, né un braccio, né un viso, nulla di ciò che forma un corpo. Prendi un altro nome. Che cos’è un nome? Quella che chiamiamo “rosa” anche con un altro nome avrebbe il suo profumo. Rinuncia al tuo nome, Romeo, e per quel nome che non è parte di te, prendi me stessa. Un nome non era così importante per Shakespeare. O almeno questo era quello che faceva dire alla sua Giulietta in Romeo e Giulietta. Siamo sinceri, il nome è una cosa seria, lo porti tutta la vita, è il tuo biglietto da visita nel mondo. Che sia quindi serio senza essere noioso, originale senza essere ridicolo, che sia gradevole all’orecchio senza sembrare una presa in giro. Ne parlavo qualche tempo fa con un’amica che sta per …

Ci sono ancora tante marce da fare

Post serio del lunedì mattina. Non mi piace quello che vedo intorno a me. Da quando ho una figlia, mi piace ancora meno. Questo mondo ci sta cambiando le carte in tavola. La tendenza è verso un  ritorno all’oscurantismo, una specie di restaurazione che vuole mettere in discussione diritti conquistati dopo anni di lotte. Tutto questo non mi piace e non voglio che mia figlia  possa essere un giorno donna in una società che la ritiene un individuo di serie B. Non siamo cresciute così io e mia sorella. Non abbiamo mai pensato di essere “femmine” e di non poter fare delle cose o di dover indossare un abito invece che un altro. I  nostri genitori ci hanno cresciuto con l’idea e la consapevolezza che avremmo potuto fare di tutto e diventare quello che volevamo. Non a caso poi, sono andata a fare uno di quei lavori che molti ragazzi sognano, motori, piloti, gare. Nessuno nell’ambiente mi ha mai trattato con sufficienza. È stata sempre la mia professionalità a parlare per me. Mi fa sorridere …

Dietro le quinte TAG

Sono stata invitata da Viola, bravissima fotografa di Fotografa senza stampante a partecipare a un TAG per parlare un po’ di me. Si tratta del Dietro le quinte TAG ideato da Carla del blog La dimora del pensiero Le regole per poter partecipare sono semplici . 1- Citare il blog che ha ideato il Tag e inserire il logo che trovate qui . 2- Ringraziare il blog che ci ha nominato con un post nel proprio blog 3- Rispondere alla domanda : Quali sono le 5 cose che fai quando sei solo/a ? 4- Invitare a partecipare dieci blog e avvisandoli con un commento nel loro blog sperando che non finisca in spam Bene, è ora di rispondere alla domanda! Cosa faccio quando sono sola? Non mi capita più molto spesso di avere momenti lunghi di solitudine, momenti che reputo molto preziosi. 1. Sicuramente la prima cosa che faccio è leggere. Molto spesso mi butto a capofitto sul libro che ho sul comodino e cerco di divorare il maggior numero di pagine possibile. 2. Scrivo. Annoto su un taccuino o …

A Londra con Viola

E così è arrivato il momento di “scartare” il mio terzo regalo di compleanno. Armati di forza e tanto coraggio siamo partiti per Londra. Bagagli ridotti al minimo per favorire tutto il necessaire di Viola: vestiti, pigiami, body, calze, pannolini, creme per il freddo, creme per il sederino, cappelli, sciarpe, sacco mummificatore antifreddo per il passeggino, giochini e libriccinie qualche pappa pronta perché nonsi sa mai. Tutto disposto ad incastro perfetto per entrare in un trolley da 15 kg. No, non me ne sono dimenticata, c’era anche la borsa dei medicinali. In un anno ho imparato che quando esci con un bambino devi girare con la cassetta di primo soccorso: Tachipirina gocce, Tachipirina supposte, gocce per la diarrea, perle per la stitichezza, sciroppo per la tosse, spray per la gola, collirio, gocce nasali, termometro.Stavolta abbiamo portato anche la macchina per fare l’aerosol. Sto soppesando l’idea di comprare anche uno stetoscopio, così il kit è completo. Tutto pronto per partire, ma l’imprevisto è sempre dietro l’angolo. A ventiquattro ore dalla partenza Viola ha cominciato a tossire …

Il 2017…fino ad ora

Latito da un po’ dal mio blog, ma questi primi giorni del 2017 non posso certo definirli idilliaci. Gennaio mi sta scivolando tra le dita senza che ne abbia veramente vissuto un attimo degno di essere ricordato. Premetto che non mi è accaduto nulla di tragico, ma solo un piccolo problema di salute che mi ha lasciato uno strascico di piccole complicazioni e tanta debolezza. Mi fregiavo, fino a poco tempo fa, di non ammalarmi mai, di prendermi solo qualche raffreddore. Contavo che la mia ultima influenza, intestinale e con febbre a 39, risaliva niente meno che alla fine degli anni 90, quando ad accudirmi e a rimboccarmi le coperte c’erano la mamma e la nonna. Mi sentivo insomma una specie di sterminatrice di virus e batteri. Ma non avevo considerato che avere a casa una persona molto bassa di un anno e poco più equivale ad avere un laboratorio di armi batteriologiche. È stata lei, Viola, ad aprire le danze dopo Natale con una tosse degna di un fumatore incallito, ma senza febbre per …

Buon Natale

Buon Natale a tutti! Vi auguro gioia, serenità, coraggio, entusiasmo, forza, amore. Vi auguro di essere liberi, fieri e innamorati di qualcuno e della vita. Vi auguro di essere positivi e propositivi, forti e determinati. Vi auguro di amare voi stessi, anche con le vostre debolezze e imperfezioni. Vi auguro di essere resistenti, specie in questi giorni di pranzi luculliani circondati da moltitudini di parenti. Vi auguro di essere pazienti e tolleranti. Vi auguro di essere sempre voi stessi, senza maschere e scuse. Vi auguro di essere felici. Ma non dimenticate la vita non è vita senza una buona dose di #sticazzi! Buon Natale, Simona