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Di Trastevere e di una Renault 4 rossa

L’altra mattina sono andata a Trastevere per una passeggiata. Dovevo incontrare un’amica e insieme abbiamo deciso di vederci a Piazza Sonnino. Che strana sensazione. Mi sono resa conto che non vado mai a Trastevere di giorno. Sono arrivata presto, con i ristoranti ancora tutti chiusi. I camioncini che si incastravano nei vicoli  con i loro rifornimenti di bevande e cibo. Le saracinesche semichiuse dei locali con le pulizie in corso. Il vociare dei bimbi da un asilo della zona. Che bella Trastevere di giorno! Sembra un paese, o forse torna ad essere il paese che un tempo era. Mentre passeggiavo e scattavo qua e là qualche foto mi è tornato  in mente un episodio della mia vita che avevo completamente rimosso e che mi lega indissolubilmente a Trastevere. Era il mio primo giorno a Roma del mio primo anno di università. A quel tempo vivevo con la mia migliore amica e con una ragazza del secondo anno in un appartamento in Via Tiburtina. Era stata una giornata emozionante, i nostri genitori ci avevano accompagnato e …

Ma che uomini vogliono le donne?

Post pesante del venerdì mattina. Di quando la notte ti sei alzata tre volte perché tua figlia ora dorme in camera da sola, ma tu senti anche quando sposta il lenzuolo di un millimetro, e perché hai altre cose da sistemare nei meandri del tuo cervello e, chi lo sa perché, la notte diventano talmente grandi da farti perdere il sonno. Così stamattina, con le occhiaie da panda che neanche il cerone di Trump riuscirebbero a coprire, ho addentato il muffin nutelloso che avevo comprato ieri sera e mentre sorseggiavo la mia tazza di latte vaccino, non di soia, o di mandorla o di riso (eh lo so, con questa dichiarazione ho perso la metà della mia figaggine, se mai l’ho avuta) ho ripensato ad alcuni discorsi carpiti o forse origliati, ieri mentre ero dall’estetista. L’estetista è uno di quei luoghi frequentato prevalentemente (?) da donne, nel quale si fanno o, nel mio caso, si ascoltano, discorsi da donne. Ciccia, peli, cellulite e la ricerca del miracolo sono solo l’inizio per vere e proprie sedute …

George Michael

Quando il mio ragazzo era George Michael

Giorni fa ero in compagnia di alcune mie amiche, quelle storiche, quelle conosciute al liceo con cui poi vai anche all’università. Amiche che fanno parte dei tuoi ricordi e della tua vita, che ci sono anche se non le senti per un paio di mesi, poi basta una telefonata, un’uscita e tutte le tessere del puzzle della vita si ricompongono. Ebbene molto spesso durante le nostre uscite ci capita di ricordare episodi della nostra adolescenza, per lo più esilaranti. Si parlava di vecchie fiamme riviste tanti anni dopo, ragazzi che all’epoca ci sembravamo dei divi del cinema e che ora hanno perso molto del loro fascino. Ricordavamo gli squilli fatti ai ragazzi che ci piacevano, per fare quei numeri ci preparavamo per mezza giornata, senza poi sortire nessun effetto. All’epoca non c’era neppure il riconoscimento di chiamata! Poi inevitabilmente, siamo passate a ricordare momenti dei quali siamo state protagoniste, situazioni che ci raccontiamo con le lacrime negli occhi per quanto sono esilaranti, ma che anni fa erano la ragione della nostra vita. Così ad un …